26 Agosto 2021
Crescono i consumi alimentari domestici legati al formaggio fresco e stagionato, con un aumento dei prodotti senza lattosio, con attenzione al biologico e un’interesse al mondo social, che vede su Instagram il food trend più gettonato soprattutto nelle composizioni su taglieri.
“We love cheese”, gli italiani confermano di amare in modo smisurato i latticini: una crescita complessiva del 10% nel 2020, con un giro d’affari pari a 7 miliardi di euro, con una preferenza dei prodotti confezionati che danno la sensazione di sicurezza igienica (+8%), anche se l’acquisto cade senza problemi anche su quelli freschi (+6%).
Il formaggio, uno dei comparti trainanti del nostro food, è stato privilegiato nelle scelte di acquisto degli Italiani che tra l’altro sono tra i maggiori consumatori al mondo, infatti in Europa il consumo medio è di 17 kg di formaggio procapite, mentre in America del Nord si scende a 15 kg e negli altri Continenti il consumo rimane sotto i 10 kg. Al primo posto in assoluto in Europa, sono i consumatori francesi con 27 kg per abitante che precedono di poco i danesi anche loro con circa 27 kg, e davanti agli Islandesi con 26 kg seguiti da Finlandesi con 25 kg. Chiudono la classifica la Germania (24 kg) e l’Italia (22 kg). Le previsioni in merito, stimano che a livello mondiale si prevede un aumento dei consumi di formaggi di oltre il 2% entro cinque anni.
QUALI I PRODOTTI PIÙ CONSUMATI?
Tipicità, free from (“liberi da”), bio, funzionalità, sostenibilità e innovazione rappresentano oggi le sfide del settore lattiero caseario. Una delle più importanti caratteristiche richieste dai consumatori è l’orientamento verso prodotti tipici/d’origine, legati alla tradizione e di provenienza locale: i prodotti DOP (+13%) e quelli con latte 100% italiano (+12%) mostrano tassi di crescita molto elevati.
Il Gorgonzola è il re delle richieste (25%) e cresce la domanda dei consumatori di formaggi con nuovi sapori (formaggi grana italiani a diversa stagionatura) o prodotti con latte di razze differenti (Vacca Rossa Reggiana, Vacca Bianca Modenese ecc.). Aumentano i prodotti senza lattosio, il Biologico rappresenta ancora una piccola nicchia, ma presto si affermerà anche in Italia sull’onda della crescita a doppia cifra del bio nelle principali categorie del food. Si prediligono i packaging confezionati in formati monoporzione o snack di formaggio, come spuntino o a supporto del pranzo. Importanti per un consumatore su cinque, gli alimenti probiotici derivati dai formaggi ottenuti da latte crudo. Di interesse rimangono i formaggi con pochi grassi e formaggi derivanti da agricoltura sostenibile dell’intero ciclo di produzione. In aumento anche la domanda di formaggi con una shelf life prolungata (cioè la “vita sullo scaffale” ovvero il periodo di tempo che intercorre fra la produzione e il consumo dell'alimento), pur mantenendo le caratteristiche proprie di un prodotto fresco. E qui packaging e conservazione fanno la differenza.
IL SOCIAL MARKETING A SUPPORTO
La comunicazione e la promozione sono sinergiche a queste tendenze per l’industria casearia e ovviamente, gli strumenti di marketing sono ormai quelli del web e dei social media. Immagine, emozione ed empatia: un racconto legato all’esperienza dei produttori stessi. Coadiuvato dal potente mezzo della fotografia che oggi viaggia alla velocità della luce: cibo e Instagram vanno sempre più a braccetto e i food trend che diventano virali sul social network finiscono spesso per condizionare anche il mondo della ristorazione. Non da poco esistono i Cheese Board influencer ovvero i “consulenti del formaggio”, che maniacalmente impiattano formaggi di ogni sorta con attenzione agli abbinamenti di gusto e forte senso estetico che si muove tra colori, forme e geometrie. Non a caso, soprattutto negli Stati Uniti, ha preso piede le figura del “designer” dei taglieri artistici di formaggi, sempre più richiesti per matrimoni, feste ed eventi aziendali.